Conviti ad Arte: un viaggio nella bellezza del Rinascimento

Intervista a Mariella Nanni, Presidente della Commissione Storico-Artistica dell’Ente Fuga del Bove

Mariella Nanni durante la presentazione della manifestazione nel salone d’onore di Palazzo Donini (Giunta Regionale Umbra)

Tra le principali novità della Fuga del Bove 2026 figurano i quattro appuntamenti di “Convito ad Arte”, ospitati nelle taverne dei Quartieri e ideati per offrire al pubblico un’esperienza nuova, capace di unire convivialità, ricerca storica e linguaggi artistici.

Non si tratta di semplici cene accompagnate da momenti di intrattenimento, ma di veri e propri eventi artistici immersivi, nei quali teatro, musica, danza, recitazione, costumi e ambientazioni diventano parte integrante del racconto. Ogni Quartiere propone una propria interpretazione, trasformando la taverna in uno spazio scenico e coinvolgendo direttamente i commensali nell’atmosfera della serata.

Per approfondire la nascita del progetto, il lavoro di preparazione e gli obiettivi di questa nuova proposta, abbiamo rivolto alcune domande a Mariella Nanni, Presidente della Commissione Storico-Artistica dell’Ente Fuga del Bove.

Come nasce il progetto dei “Conviti ad Arte” e quale esigenza ha portato alla creazione di questi quattro nuovi appuntamenti nelle taverne dei Quartieri?

Il progetto nasce lo scorso inverno, mentre ragionavamo sulla nuova edizione e su nuove idee per far crescere la manifestazione. 

Abbiamo pensato fosse importante per la nostra rievocazione immaginare anche altre “possibilità” da offrire ai tanti visitatori e turisti che frequentano Montefalco in questo periodo dell’anno, con esperienze in grado di far rivivere davvero le atmosfere del Rinascimento.

L’intuizione c’era in qualche modo già stata. Negli anni i quartieri, in maniera del tutto autonoma, avevano già fatto tentativi in questa direzione: elementi scenici e allestimenti d’epoca nelle taverne, intrattenimenti a tema, ma mai finora un programma strutturato e soprattutto condiviso. 

E proprio questo aspetto della condivisione è stato un punto fondamentale da cui siamo partiti e che ha poi orientato la scelta di creare un nuovo appuntamento su 4 serate dedicate.

È importante chiarire che non si tratta di semplici cene accompagnate da momenti di intrattenimento. Quali elementi rendono i Conviti ad Arte dei veri e propri eventi artistici?

E’ un formato del tutto inedito per noi e anche per lo spettatore, che sperimentiamo quest’anno per la prima volta proprio con l’obiettivo superare il modello della cena-intrattenimento a cui siamo soliti partecipare.

Non si tratta infatti di “addobbare” le taverne o di “animare” i commensali, ma di accompagnarli in un vero e proprio viaggio nel tempo e nella bellezza del Rinascimento, ricreando atmosfere, immagini, colori e suoni ispirati a elementi o episodi della storia, opportunamente riadattati e rivisitati per l’occasione. 

Ogni Quartiere ha infatti scelto come presentare la propria serata senza improvvisare, ma grazie a studi e approfondimenti sulla storia, il costume e le ambientazioni dell’epoca, con l’obiettivo di proporre una ricostruzione quanto più fedele del periodo.

In che modo la dimensione conviviale dialoga con il teatro, la musica, la danza, la recitazione, i costumi e le ambientazioni rinascimentali?

Le taverne, lo sappiamo, sono il vero fulcro da cui “esplode” tutta la manifestazione. Luoghi simbolo non solo per i quartieranti e cittadini di Montefalco che le animano, le abitano e se ne prendono cura, ma anche per i moltissimi visitatori, alcuni ormai anche abituali, che si ritrovano a Montefalco. 

Abbiamo per questo immaginato esperienze immersive, in grado di sollecitare tutti i sensi: dall’olfatto al gusto, dalla vista al tatto, passando per l’udito. E proprio dalle Taverne siamo partiti, trasformandole per una sera in un palcoscenico straordinario, in cui l’eccellenza della nostra enogastronomia dialoga con quell’incanto fuori dallo spazio-tempo del reale che solo il teatro sa regalare.

Ogni Quartiere presenta una proposta differente. Quale lavoro di coordinamento è stato svolto dalla Commissione per valorizzare la creatività dei singoli progetti, mantenendo una coerenza storica e artistica comune?

C’è stato un lavoro incredibile di collaborazione tra la Commissione Storico-Artistica e tutti i Quartieri, e un grande spirito di partecipazione già nella fase ideativa. Siamo chiaramente partiti dall’attinenza storica che ci compete, cercando di lavorare su elementi comuni che permettessero ad ogni Quartiere di mantenere una propria libertà e autonomia nella scelta dei temi e degli allestimenti senza però creare discrepanze o storture per lo spettatore.

L’intento che abbiamo da subito condiviso è stato quello di creare un unico grande appuntamento, diviso in quattro serate, quattro location differenti e quattro suggestioni diverse, ma con un unico motivo comune, declinato poi da ogni Quartiere secondo la propria sensibilità e creatività. 

Quale esperienza si vuole offrire al pubblico e quale contributo possono dare i Conviti ad Arte all’evoluzione della Fuga del Bove?

La nostra manifestazione è indiscutibilmente il fiore all’occhiello della nostra città e il suo valore è riconosciuto, lo sappiamo, anche fuori dai confini geografici locali. 

Ma prima di tutto, va ricordato, è uno strumento prezioso per far conoscere e diffondere la storia, l’arte e le bellezze del passato in cui siamo quotidianamente immersi. 

i Conviti sono soltanto uno dei nuovi progetti che pian stiamo provando a realizzare per promuovere questo aspetto fondamentale per noi e per coinvolgere i quartieranti e soprattutto i ragazzi in iniziative in grado di coniugare il divertimento con l’approfondimento della storia e farla dialogare con la nostra contemporaneità.