Ready to Work Together?
Intervista a Giuseppe Liviabella, Vicepresidente dell’Ente Fuga del Bove

Ricerca storica, intrattenimento, buon cibo ma anche logistica, tempi di esecuzione, autorizzazioni: oltre la scenografia e i costumi, il Banchetto Rinascimentale è una grande macchina organizzativa che richiede mesi di preparazione, coordinamento e lavoro di squadra.
Per raccontare cosa accade dietro le quinte di uno degli eventi più rappresentativi della Fuga del Bove, abbiamo intervistato Giuseppe Liviabella, vicepresidente dell’Ente Fuga del Bove e tra i responsabili che seguono da vicino la realizzazione del Banchetto, con particolare attenzione agli aspetti logistici, organizzativi e operativi.
Da dove parte, concretamente, l’organizzazione del Banchetto Rinascimentale?
L’organizzazione del Banchetto Rinascimentale parte subito, all’inizio della stagione. Dopo aver definito le date, la prima cosa che mettiamo sul tavolo è proprio il Banchetto, anche perché rappresenta il primo appuntamento, l’apertura del sipario dell’Agosto Montefalchese e della Fuga del Bove.
È quindi il primo tema che discutiamo insieme ai Priori, anche perché si tratta di un evento di grandissima rilevanza e ci teniamo particolarmente a fare bella figura.
Quali sono gli aspetti più complessi da gestire?
Gli aspetti più complessi sono sicuramente l’allestimento e la scenografia della piazza, che quella sera diventa una vera e propria bomboniera, ma anche l’organizzazione e la gestione del menù.
Un altro elemento molto importante è il coordinamento del servizio svolto dai ragazzi. Non si tratta di camerieri professionisti, ma dei nostri ragazzi dei Quartieri, che partecipano volontariamente. Devono quindi essere seguiti, coordinati e aiutati durante tutte le fasi della serata.
Qual è il momento più delicato nella giornata del Banchetto?
Il momento più delicato è sicuramente l’inizio: l’arrivo di tutti gli ospiti, la sistemazione ai tavoli e la partenza del Banchetto con l’uscita dei primi piatti.
Se in quella fase tutto funziona bene e la serata parte nel modo giusto, successivamente il lavoro riesce a scorrere con maggiore tranquillità.
Cosa vede il pubblico la sera dell’evento e cosa invece resta nascosto nel lavoro dietro le quinte?
Il pubblico vede qualcosa di straordinario. Vede la bellissima Piazza del Comune di Montefalco vestita a festa, illuminata e arricchita da scenografie capaci davvero di lasciare a bocca aperta.
Dietro le quinte, invece, c’è un lavoro molto faticoso e stressante, una vera corsa contro il tempo. È come una macchina composta da tanti ingranaggi: tutto deve funzionare alla perfezione e non possiamo permetterci di sbagliare i tempi. La gestione delle tempistiche è fondamentale.
C’è un problema, una difficoltà o un imprevisto che negli anni vi è rimasto particolarmente impresso?
Fortunatamente non ricordo un problema o un imprevisto particolare che sia rimasto impresso negli anni.
Una delle preoccupazioni principali resta però la corrente elettrica, che per noi è fondamentale per il funzionamento dei frigoriferi, del generatore e di tutte le attrezzature della cucina. Siamo sempre un po’ sul chi va là, perché dalla corrente dipende gran parte dell’organizzazione: se funziona bene quella, funziona bene tutto il resto.

Perché il Banchetto Rinascimentale è così importante per la Fuga del Bove e per Montefalco?
Per noi dell’Ente Fuga del Bove il Banchetto Rinascimentale non è semplicemente importante: è fondamentale sotto molti punti di vista.
Lo è per gli ospiti illustri che partecipano, per tutte le persone che vengono a cena e perché rappresenta l’apertura del sipario sulla grande festa. È l’inizio dell’allegria, della partecipazione e dello stare insieme.
È un appuntamento al quale teniamo tantissimo e che realizziamo con grande fatica, grandi sforzi organizzativi e anche economici. I ragazzi dei Quartieri ci danno una mano enorme e ogni anno, alla fine, dicono sempre: «Che fatica! Non si potrebbe evitare?». Ma il Banchetto Rinascimentale non può mancare: per noi è qualcosa di fondamentale. [omissis]
Un saluto e una raccomandazione al centinaio di volontari che lavoreranno quella sera.
La sera del Banchetto Rinascimentale avrò il grande onore di essere il cerimoniere. È un ruolo che mi dà molta soddisfazione e molta energia.
Starò in mezzo alla gente, parlerò con le persone, sarò accanto ai ragazzi e contribuirò a coordinarli. Per me è davvero un grande onore.
Voglio quindi ringraziare fin da ora tutti i volontari che saranno presenti quella sera. Grazie di cuore, perché conosco il lavoro che fanno e, soprattutto, so quello che riusciranno a realizzare.
Grazie di cuore, ragazzi, perché senza di voi e senza il vostro aiuto il Banchetto Rinascimentale non si potrebbe fare!




